Colonia de Marituba, 08/07/1980
Carissimo e Amato Santo Padre:
1 – Sono qui alla Vostra presenza, per salutarvi in nome di tutti i lebbrosi del Parà o meglio, di tutti quanti colpiti da questa malattia nel Brasile. Tutti noi viviamo un momento di estrema allegria in motivo della vostra visita, che rimarrà scritta negli annali della storia brasiliana.
2 – La emozione che sento in questo momento è grande, enorme, e io temo di non riuscire a portare a termine la lettura, per l’emozione del grande onore che mi aspetta nel salutare il Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, il nostro amato Pastore.
3 – Caro Santo Padre: in nome di tutti i lebbrosi del Brasile ed in modo speciale quelli del Parà e del Maranhão, che sono rappresentati quì da un minuto gruppo, io Vi saluto e Vi dico: “ Siate il benvenuto!” nella nostra Colonia di Marituba, aggiungendo che sentiamo una travolgente allegria che innonda le nostre anime, i nostri cuori pieni di speranza, per la grazia che ricevemmo da Dio Padre e dal Nostro Signore Gesù Cristo, permettendo che Ci visitaste, Lei che è il Suo Vicario qui sulla Terra. Le nostre anime vibbrano di piacere ed allegria, tanto que, modificando un poco il testo possiamo usare le parole di Isabella, quando ricevette la visita di Maria: - “Da dove arriva questa buona novella, che ci visita il rappresentante del Signore” e quando noi stessi cantiamo il “ Magnificat” diciamo: - Le nostre anime ringraziano il Signore ed i nostri spiriti si rallegrano a Dio, perchè guardò verso la bassezza dei suoi figli”. Tutto questo noi Le esprimiamo, quello che realmente sentiamo, tutta la allegria che ci prende, per questa benedizione che ricevemmo da Dio, nella Sua misericordia, nel suo Amore per noi.
4 – Io dico: - un’altra benedizione, perchè sono molte le benedizioni che abbiamo ricevuto
dal nostro Dio e Signore, e la prova è ciò che adesso succede: - la visita del Pastore alle
sue pecore, colui che è il pellegrino della pace, dell’amore e si unisce a noi, è una visita di quelle che lo stesso Cristo definì:- “Riunisci i miei agnelli”, - “Io ti darò le chiavi del Regno dei Cieli”, - “Quello che legherete sulla terra nei Cieli sarà legato” e questa visita fa rivivere la fede, la fiducia nell’amor di Cristo.
5 – Santo Padre, questo è un ospedale dove esiste il dolore, la sofferenza, ma anche quì esiste la fede, l’amore e l’allegria. Noi siamo dei privilegiati, infatti la Chiesa è presente in mezzo a noi, con la sua azione evangelizzatrice, catechistica, orientatrice, di conforto, accudendo la nostra anima, oltre che, nel limite delle sue possibilità, l’aspetto materiale. In verità non sempre fu una presenza effettiva, come lo potremo dedurre da questa mia esposizione, riassumendo: - “ Anticamente in Tucunduma, i Capuccini davano assistenza religiosa nel lazzaretto di Colonia do Plata, e sempre secondo la necessità c’era l’assistenza di 2 sacerdoti, ma con l’arrivo delle suore Anunciadas, le cose migliorarono anche con la presenza fissa di un padre. Qui in Marituba, fin dall’inizio si ebbe una assistenza della Chiesa, con la missione di servire. Con l’arrivo del dr. Marcello Candia nella nostra colonia con l’ideale di fondare una “Casa di Preghiera”, una comunità religiosa residenziale per una nostra assistenza più attenta che conseguì dopo una grande lotta con le autorità, vedemmo concretizzato il suo ideale ed oggi stiamo evangelizzando e servendo la nostra comunità ospedaliera, la sognata “Casa di Preghiera” del dr. Marcello Candia è una realtà anche per noi. Il lavoro che promuove la “Casa di Preghiera”, non è appena di evangelizzazione è anche di promozione umana. Adesso con noi ci sono le sorelle missionarie dell’Immacolata e i padri del P.I.M.E. e tra di loro anche un vescovo: Dom Aristide Pirovano.
6 – Questa presenza della Chiesa nei nostri ospedali, non si sente solo attraverso i sacerdoti e le religiose ma si percepisce anche attraverso la presenza di laici che attuano nei vari movimenti all’interno della Chiesa come: l’Azione Cattolica, i Focolarini, Vincenzini e Cursiglisti con la loro azione evangelizzatrice e di assistenza.
7 – Santo Padre: -Questa esposizione vi mostrò che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, della quale siete il capo visibile, è stata ed è tuttora sempre presente, come madre e maestra, evangelizzando, catechizzando, servendo i lebbrosi, mostrandoci il valore della sofferenza accettata per l’amore di Cristo, sofferenza che è la leva che ci sospinge verso il Padre Celestiale, che è la scala che ci fa arrivare verso Dio. Co questa presenza sacerdotale, religiosa e laica, ci è stato possibile vivere uniti alla cattedra di Pietro, al Pastore Universale, nella preghiera, nella fede, nella parola di Dio, nell’eucaristia e nella obbedienza. Siamo pecore del Vostro gregge, pecore che ascoltano la voce del Pastore e nell’impossibilità di arrivare fino a Lui, è Lui come un buon pastore, attenzioso ed amico, và fino a loro per fortificarli nella fede, per accrescere la nostra speranza, per insegnarci e benedire. Felicità delle felicità questa visita.
8 – Santo Padre, nelle vostre preghiere e suppliche, chieda a Dio che versi sopra tutti quelli che soffrono di questa malattia o di quant’altra, il balsamo dell’accettazione della sofferenza, per l’amore a Lui, nostro Creatore, infatti ci sono dei compagni che non la vogliono accettare. A mio vedere, si deve accettare la sofferenza senza rivolta, ma non per questo passivamente. Nonostante ciò dobbiamo lottare per un miglioramento fisico e sociale. Una lotta senza rancore, senza odio.
9 – Chiediamo anche alla Sua autorità di capo Spirituale della Cristianità, fare un appello agli scienziati del mondo, che ricerchino onestamente, al fine che sia scoperto il rimedio per la cura di questo male millenario. Dio nella Sua sapienza e misericordia, dà agli uomini l’intelligenza necessaria. Non è vero che già hanno scoperto tante cose buone? Se lavorano con l’amore a Dio e ai propri fratelli, gli scienziati ce la faranno. Mi appello a Voi, carissimo e amato Santo Padre, che le famiglie accettino i suoi malati. Esistono famiglie che mai abbandonano i loro parenti amati, ma ne esistono molte altre che neppure vogliono sapere se c’è qualcuno che sente la mancanza di loro, ciò causa molte volte, rivolta e disperazione. Questo appello è diretto anche ad entità nonchè alla società che non vuole accettare il lebbroso anche se questi può integrarsi, le scuole, per fortuna non tutte, che non vogliono i figli dei lebbrosi nonostante sani, dagli industriali ai commercianti che non accettano il lebbroso anche se capace. Non possiamo non citare anche il Governo, perché guardi con più interesse ai problemi dei lebbrosi negli ospedali, perché la maggioranza di loro non sia obbligato a diventare un mendicante, un emarginato, un paria. E’ necessario che a tutti sia data una condizione di vita; degna, onesta, giusta al finale siamo esseri umani, abbiamo un’anima e cuore, siamo figli di Dio, capaci di amare e di essere amati. Meritiamo rispetto e dignità come persone umane.
10 – Santo Padre: abbiamo la certezza che la vostra visita come messaggero di pace e di amore, di rappresentante di Cristo sulla terra, di successore di San Pietro, porterà al nostro Brasile, verso il nostro popolo e ai malati in particolare, un motivo in più per rafforzare la propria fede, aumentando la speranza nella misericordia di Dio. La Vostra parola sarà un conforto, una consolazione per tutti noi, che facciamo parte di questa Chiesa, Santa e Peccatrice, che cammina in cerca della terra promessa, cammina evangelizzando, insegnando, lottando per la pace e la giustizia, cammina lottando contro l’egoismo, il guadagno di pochi in favore dei molti che muoiono di fame, o che vivono nella miseria senza una casa dove vivere, senza salute, senza sapere dove andare.
11 – Santo Padre: benedici le nostre famiglie, i nostri amici e beneffatori, tutti quelli che si preoccupano di noi, che si danno da fare per servirci, dando amore e comprensione. Benedici i sacerdoti e le suore che lavorano qui così come un uomo che da 43 anni dedica la sua vita per noi, il direttore di quest’ospedale, Dr. Chaves Rodriguez. Benedici quelli che si ricordano di noi che stiamo qui, i malati del Brasile, ai malati di tutto il mondo, infatti, noi tutti l’amiamo, caro Padre, apprezzato amico, carissimo fratello Giovanni Paolo II.
12 – Finalizzando, vogliamo consegnare in mano Sua, il prodotto di una nostra donazione di amore, in favore di un seminarista povero, a Suo criterio.
Colonia de Marituba, 08/07/1980 Adalucio Calado


